ago 19 2013

Biscotti salati della regina

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Ingredienti per 20 biscotti

  • 100 gr burro
  • 120 gr parmigiano grattugiato
  • poca farina

Lasciate ammorbidire il burro a temperatura ambiente e impastatelo velocemente e con la punta delle dita con il parmigiano, sale e pepe, aggiungendo tanta farina quanto basta a ottenere una pasta frolla (ce ne vorranno circa 4 cucchiai). vedrete che dapprima otterrete un impasto sbriciolato, che subito si compatterà: lavoratelo appena, in modo che resti friabile.

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Fate una palla dell’impasto ottenuto e lasciatela riposare in frigo, coperta, per mezz’ora. Poi riprendetelo, tiratelo con il matterello appoggiandovi sulla carta forno e ricavate i biscotti, dando loro la forma che preferite. Cuoceteli in forno a 200° per non più di dieci minuti, badando che i biscotti non prendano colore.

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L’aperitivo della regina Elisabetta

Come spesso accade in cucina, anche questa ricetta è frutto del caso e dell’inventiva di una cuoca rimasta con pochi ingredienti in una domenica senese. Ordunque, la brava donna si aggirava pensierosa nelle cucine del grande palazzo duecentesco dei conti Chigi Saracini, il cui rampollo Guido non solo dedicò le sue energie e il suo patrimonio alla fondazione dell’Accademia Musicale Chigiana, ma accompagnò all’altare mia madre, che si sposò appunto a Siena con sfarzi e onori eccezionali.

Quella sera il conte avrebbe avuto ospite la regina Elisabetta del Belgio, madre di Maria José, che come al solito aveva comunicato l’arrivo suo e del seguito all’ultimo momento. Le cameriere erano al lavoro per preparare l’appartamento reale, sugli spiedi cuocevano faraone e piccioni provenienti dalle campagne del conte. Ma l’aperitivo? si chiedeva la cuoca. Non solo non si era pensato in tempo a far rientrare nel pollaio un congruo numero di polli ai quali togliere milza e fegatini da lavare, pulire, spellare e soffriggere per preparare i celeberrimi crostini toscani, ma non c’erano neanche le uova per ripiegare sulle treccine di pasta fritta. Quanto all’idea di ammannire a una regina, sebbene intelligente e curiosa, il mallegato senese, neanche a parlarne, visto che non molti sono in grado di apprezzare budellini ripieni di sanguinaccio.

Nacquero così i frolli al formaggio: parmigiano, poca farina e tanto burro, il cui impasto fu accompagnato da una sfilza irripetibile di giaculatorie toscane perché reggesse alla cottura senza frantumarsi. La regina li apprezzò “di molto” e mia madre, presente alla cena ma grande frequentatrice anche dell’Argia (la cuoca in questione), ottenne la ricetta degli squisiti pasticcini salati.

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