nov 8 2013

Bonèt

IMG_0349 (1024x768)

Sull’origine della parola “Bonèt”, che dà il nome a uno dei dolci tradizionali della pasticceria delle Langhe, poi realizzato in tutto il Piemonte, si sono succedute, nel tempo, varie versioni. In piemontese “bonèt” significa “cappello/berretto” e si riferisce al copricapo indossato dagli uomini durante i lavori nei campi;  secondo il dizionario Piemontese/Italiano di Vittorio Sant’Albino del 1859, il budino porta il nome di “bonèt” perché così viene chiamato lo stampo di rame e di alluminio nel quale viene cotto, la cui forma imita in realtà un cappello da cucina (“bonet ’d cusin-a”).
L’ipotesi più curiosa e più accreditata nelle Langhe lascia inveece intendere che il dolce sia stato chiamato così perché veniva servito alla fine del pasto, come “cappello” a tutto ciò che si era mangiato: infatti, prima di uscire di casa o da un locale chiuso, si indossava, come ultimo indumento, il proprio il bonèt. Origine o non origine, è un dolce estremamente semplice da fare e sempre molto gradito.

Ingredienti per 2 stampini

  • 1 uovo bio
  • 125 ml latte intero
  • 2 amaretti secchi
  • 3,5 gr cacao amaro
  • 25 gr zucchero + 50 gr per il caramello

Caramellate lo zucchero in un pentolino dal fondo pesante, bagnando appena con un poco di acqua. Rivestite gli stampini, usando una pinza se usate quelli di alluminio onde evitare di bruciarvi le mani.

IMG_0327

Battete l’uovo con lo zucchero, aggiungete il cacao, gli amaretti sbriciolati finemente e il latte intiepidito, versandolo a filo. Riempite gli stampini e cuocete a bagnomaria, in forno a 180°, per 20 minuti. Lasciate raffreddare e sformate.

IMG_0328

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Le nostre Pubblicazioni
Casa golosa. Un ricettario di famiglia fra tradizione e nuovi sapori in vendita su
Fare festa. Idee e ricette per ricevere in casa. in vendita su