set 27 2013

Non si fa!

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Questa estate, al mare, mi è capitato abbastanza spesso di cenare al ristorante e di constatare quanto siamo maleducati a tavola: lo sono i bambini, abbandonati a loro stessi in un tripudio di strilli, schizzi e pianti, lo siamo noi adulti, colpevoli prima di tutto di non averli istruiti in tal senso e incapaci di dare loro il buon esempio.

Mia madre trovava insopportabili quei genitori che, in casa d’altri, si affannavano a rimproverare i figli perché masticavano a bocca aperta o impugnavano le posate in modo scorretto e sosteneva che, di sicuro, fra le pareti domestiche anche i genitori si comportavano nello stesso modo, dal momento che la buona educazione è come una seconda pelle e non si dimentica mai. Certo, da quando la mamma mi fulminava con lo sguardo perché avevo dimenticato di appoggiare il tovagliolo sulle gambe molta acqua è passata sotto i ponti e oggi l’etichetta di una volta ha senso unicamente in situazioni molto formali, tuttavia sopravvivono dei divieti, e altri se ne sono aggiunti, che garantiscono una serena convivialità. Ecco i più importanti.

  • Fatte salve alcune situazioni davvero eccezionali, i cellulari non devono essere usati, neppure per sbirciare un sms. Mi rendo conto, mentre lo scrivo, di apparire obsoleta, tuttavia continuo a pensare che il pasto dovrebbe essere un momento di pausa, relax e comunicazione con i presenti e non un concerto di suonerie, vibrazioni e schermi lampeggianti che interrompono i discorsi. Comunque, se proprio siete in attesa di una telefonata che ritenete fondamentale ditelo prima di sedere a tavola e, quando la ricevete, alzatevi e allontanatevi con discrezione. • Capita abbastanza spesso di pranzare o cenare con il sottofondo del televisore acceso: se tutti sono interessati a ciò che si sta trasmettendo, la cosa è accettabile, altrimenti è meglio spengerlo per non avere interferenze nella conversazione. Diverso, ovviamente, è il sulla musica: tenuta a un livello basso, che non sovrasti le voci, può essere piacevolissima.
  • Ormai quasi nessuno ha domestici che servano a tavola e questo compito grava interamente sui padroni di casa, che devono essere ugualmente pronti a svolgere le varie mansioni: non c’è niente di più anacronistico e irritante di una donna che si affanna fra cucina e sala da pranzo mentre il compagno chiacchiera beatamente con gli ospiti. Questi ultimi, ad ogni buon conto, cercheranno di dare una mano: passandosi i piatti da portata, riempiendo i bicchieri dei loro vicini, anche portando via le stoviglie sporche se sono sufficientemente in confidenza.
  • A tavola si deve mantenere sempre un comportamento corretto: se oggi è lecito appoggiare il famoso gomito sulla tovaglia, ciò non significa che ci si possa sbracciare invadendo lo spazio altrui, né che sia consentito iniziare a mangiare prima che la padrona di casa dia il via, masticare e bere rumorosamente, parlare con la bocca piena, lasciare il cibo nel piatto o, al contrario, mostrare un’eccessiva voracità. Quanto alla scarpetta, tanto vituperata in passato, è stata sdoganata, perché è un segno di  apprezzamento degli sforzi della cuoca: tuttavia ricordate che va fatta tenendo un piccolo pezzo di pane con le dita e intingendolo garbatamente nell’intingolo e non infilzandolo con la forchetta.

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