mar 10 2013

I semi di chia

 

DSC_0080In questo difficile 2013, sopravvissuto alla fine del mondo,  massacrato dalla crisi economica, i semi di chia sono riemersi dalle profondità del tempo e sono stati  eletti protagonisti assoluti del wellness a tavola.

Dopo avere svolto la più umile funzione di crescere a ricoprire di verdi germogli orrende statuette di terracotta a forma di animali, personaggi dei fumetti o addirittura ritratti presidenziali che impazzavano negli Stati Uniti,  la rivincita dei semi di chia è arrivata quando sono state scoperte le loro sorprendenti proprietà: sono la migliore fonte di omega 3 presente sul mercato,  contengono anche un’alta percentuale di omega 6 e, avendo una grande quantità di fibre, aumentano il senso di sazietà e calmano la tendenza a smangiucchiare fra un pasto e l’altro. Se bagnate i  semi, infatti, vedrete che questi formano una sostanza gelatinosa (come nella foto qui sotto) che impegna la digestione un po’ più a lungo del solito.

 

chia

 

Inoltre, 30 gr di semi  contengono il 18% del fabbisogno quotidiano di calcio, tre volte di più del latte scremato. Grazie agli acidi grassi avremo un cuore più sano;  grazie alla presenza di tutti agli aminoacidi essenziali, antiossidanti e vitamine,  capelli e unghie saranno più forti, la pelle più luminosa.

 

I semi di chia si possono consumare come ci pare: mischiandoli al latte si ottiene una ottima cremina da profumare come si vuole, aggiunti allo yogurt lo rendono più gustoso, nell’insalata danno croccantezza, negli impasti di dolci e pane vanno alla grande (vedi ricetta Dolcetti ai semi di chia). Attenzione però: evitate le grandi quantità, perché la elevatissima percentuale di fibre può dare fastidio allo stomaco. La dose ideale  è di 30 gr al giorno al massimo.

 

Presenti nella storia umana sin dal 3500 a.C., le piante di chia provengono dal Messico e dalla Bolivia, ed erano conosciute già agli Aztechi e ai Maya, che ne utilizzavano i semi come il mais e i fagioli; tuttavia, le piante di chia erano ritenute magiche per i loro effetti sull’equilibrio energetico; difatti, il nome chia deriva dalla parola maya per “forza”. Dopo la conquista, i semi di chia furono oscurati dai cibi europei, e anzi gli spagnoli ne proibirono la coltivazione.

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Volete provarli subito senza cucinare? In una tazza di latte di mandorla mescolate un cucchiaio di semi di chia, aggiungete  un pizzico di cannella e uno di vaniglia e lasciate riposare per 15 minuti. Otterrete un’ottima crema da mangiare a colazione o a merenda.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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